Quando il richiamo della terra madre si manifesta occorre rispondere senza esitazione.

 

 

Agli inizi dell’estate 2020 il nostro telefono inizia a squillare e il prefisso telefonico della Svizzera era, per noi, ancora inusuale.

Dall’altra parte del telefono la voce  maschile e chiaramente nostrana, soprassedeva subito all’idea del possibile e primo cliente Svizzero.

Andrea, italiano puro. Uno dei tanti che per questioni lavorative decide di lasciare l’Italia, di lasciare Roma, per rincorrere il suo sogno professionale. La sua famiglia lo segue al completo.

Ma come spesso accade a chi ha sangue caliente che scorre nelle vene, il desiderio di un tuffo tra le acque della terra madre, si fa prepotente.

E così, un po’ per assecondare il proprio desiderio di vela e un po’ per alimentare il ricordo delle proprie radici ai figli, Andrea sceglie di trascorrere il suo meritato riposo in Italia.

Questa però sarà anche l’estate in cui tenterà di trasmettere alla sua famiglia il proprio amore per il mare. Quello con la M maiuscola. Quello in cui la vela è parte predominante di un viaggio che lui già sa di avere un gusto indimenticabile. Tra le onde, il vento e la pace più assoluta.

Ci confida di avere un po’ di timore, perché non è convinto di come potrebbero reagire i loro figli e la sua adorata moglie nel dover trascorrere troppo tempo in una barca. Spazi ridotti e movimento continuo.

Ci chiede di voler provare solo pochi giorni ma di volere la certezza di poter estendere questa esperienza nel caso in cui la sua famiglia fosse adeguatamente a proprio agio.

Per noi che viviamo di questo lavoro, il rischio di perdere una prenotazione settimanale non è affatto semplice. Ma decidiamo comunque di assecondare il nostro connazionale.

Andrea ci chiede di accompagnarlo ed assisterlo in questa esperienza.

Ci capita spesso di prendere parte di un equipaggio improvvisato e cosi decidiamo di regalare il nostro supporto in via del tutto amichevole.

Si parte dal porto di Nettuno a bordo di un Sun Odissey 449 varato nel 2019. Dotato di quattro cabine,  due bagni e di ogni comfort possibile.

Si parte

La nostra rotta non può che puntare verso l’arcipelago pontino. Destinazione scelta per questo rientro in terra madre. E così, tra gli sguardi un po’ entusiasti e un po’ scettici, della moglie e dei suoi figli, iniziamo questa piccola traversata decisi a visitare i luoghi più suggestivi di Ponza, Palmarola e Ventotene.

Non passa un solo minuto in cui Andrea non cerchi di trasmettere alla sua famiglia questo suo immenso amore per il mare, vissuto in questo modo.

E lo fa anche con noi, raccontandoci le sue esperienze di mare, con occhi colmi di nostalgica passione.

Noi comprendiamo benissimo il suo messaggio e iniziamo ad essere desiderosi che arrivi anche alla sua famiglia perché riusciamo a percepire dai suoi sguardi e dai suoi racconti quanto sia importante per lui, lasciare un segno indelebile di questa piccola avventura nautica.

Giunti a Palmarola ci accorgiamo subito che le acque cristalline e lo sfondo mozzafiato della Baia del Francese avevano di colpo sgretolato ogni possibile parere controverso della sua famiglia.

Esistono luoghi che non possono non stupire anche le menti più pigre, come quelle degli adolescenti che sembrano non riuscire a staccare la loro attenzione dal display di un telefonino.

Appena due giorni trascorsi ad ammirare le bellezze naturali come:

furono sufficienti per decidere che il viaggio si sarebbe prolungato.

E così abbiamo avuto la fortuna di trascorrere un’intera settimana in compagnia di una gran bella famiglia italiana.

Perché la bellezza indiscussa di un territorio come la Svizzera, la sua efficienza organizzativa e la concreta disponibilità che offre ai suoi abitanti, non sempre sono sufficienti a velare la sensibilità che appartiene a noi italiani. Che appartiene ad Andrea e a tutta la sua famiglia.

Sono tante le storie da raccontare, di equipaggi che sanno fare la differenza in questo tipo di esperienze. Quella di Andrea è una di quelle storie che ci piace raccontare di più.

Vivere a stretto contatto in un’ambiente piccolo, seppur ben dotato, mette in risalto molte caratteristiche di ognuno di noi. Peculiarità che riguardano la singola persona, una coppia di amici, di sposi, di amanti o di una famiglia intera. E questo viaggio ci ha lasciato il ricordo indelebile dell’amore smisurato di un uomo verso ogni componente della sua famiglia.

La sua attenzione ai particolari, la sua gentilezza verso la moglie e i suoi figli.

Abbiamo imparato a conoscere un Andrea capace di adattarsi ad ogni singola esigenza pur mantenendo sempre intatto il suo stile.

Ma abbiamo imparato a conoscere anche Michela, una donna capace, anche lei, di un amore smisurato.

Ogni viaggio regala ad ognuno di noi mille particolari capaci di segnare la nostra memoria. Le nostre menti sono capaci di creare un album fotografico, per ogni tipo di esperienza vissuta, ma alla fine ad ognuno di noi restano chiari e indelebili soltanto alcuni momenti particolari.

Noi di questo viaggio conserviamo alcuni episodi che vorremmo lasciare scritti in questo blog.

Ci ricordiamo di una notte in rada a Palmarola, in cui Andrea e Michela presero il tender e diedero vita ad una vera e propria fuga romantica. Attrezzati di una sola torcia,  sono saliti a bordo, hanno acceso il motore e si sono volutamente dispersi sotto un meraviglioso manto di stelle, mentre i loro figli riposavano per recuperare le forze spese durante una strabiliante giornata di mare.

Ci ricordiamo dell’ultimo giorno di viaggio. Siamo di ritorno e decidiamo di trascorrere la notte in rada. Anche in questa occasione la località scelta è Palmarola. Alle sei di mattina, una delle albe più belle e mai viste, ci aveva colto di sorpresa. Secondo noi era il pezzo mancante per Andrea e sua moglie. e così, senza pensarci troppo, siamo scesi sottocoperta e li abbiamo svegliati chiedendogli di seguirci.

Dovevano vedere, ma più che altro doveva vedere lei.

Per noi era quel tocco magico, indispensabile per dare un senso a quel messaggio che Andrea ha inseguito per tutta la settimana.

E’ stato bellissimo vedere il loro stupore mentre ammiravano qualcosa di indescrivibile che noi abbiamo cercato di trattenere una foto che è tutt’ora il nostro riferimento per trasmettere le meravigliose sensazioni che si possono provare in un viaggio simile.

Pochi secondi e ci siamo ritrovati tutti in acqua per un bagno che ci stava ripagando per tutta la settimana di navigazione. Perché il bello di vivere in barca si racchiude proprio in certi attimi.

Questo nostro blog è stato fortemente voluto, ideato e inserito all’interno del nostro sito commerciale proprio per raccontare, per condividere e interagire con la parte più importante del nostro lavoro. I clienti, che per noi diventano subito, e resteranno per sempre i nostri amici.

Quindi con il loro consenso, a volte decidiamo di sintetizzare con poche righe quello che potrebbe essere paragonato a un piccolo diario di bordo.

Le testimonianze di questo rientro in terra madre

Ma soprattutto ci piace dar voce ai nostri amici.

Conosciamo meglio Andrea e Michela. Chiediamo direttamente a loro di descriverci questa loro esperienza con una breve testimonianza.

Andrea: “Avevo già navigato in compagnia di amici e quindi già sapevo che l’impossibilità di lasciare la barca avrebbe costretto i miei figli più grandi a rimanere concentrati sul tempo che dovevamo trascorrere insieme. Stanno diventando crescendo in fretta e con le loro problematiche adolescenziali si allontanano sempre di più dal contesto familiare. Quantomeno mentalmente. Anche se mia moglie era molto scettica sull’esito del viaggio si è fidata di me e abbiamo deciso di intrappolare i nostri figli. Devo dire che le persone che ci hanno accompagnato in questo viaggio sono state all’altezza della situazione. Utilizzando la navigazione a vela ci hanno continuamente coinvolti nelle manovre facendo di noi una squadra entusiasta di collaborare. ma nello stesso tempo e in ogni occasione possibile ci hanno lasciato la nostra privacy. Questo è stato un elemento fondamentale del viaggio che avevamo pianificato. Grazie ancora.”

Michela: “Ho scelto di seguire mio marito in questa esperienza e fin dal primo momento non me ne sono pentita. Devo dire che l’idea di navigare per tutto quel tempo mi metteva in ansia, ma grazie ai nostri accompagnatori sono riuscita a rilassarmi immediatamente. Il viaggio è stato indiscutibilmente diverso da tutti gli altri. Amo il mare ma viverlo così intensamente è tutta un’altra storia.”